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Verona è una città che, nell’immaginario collettivo, vive soprattutto attraverso i suoi simboli più celebri: l’Arena, la Casa di Giulietta, Piazza delle Erbe, i ponti sull’Adige e quei vicoli in pietra che hanno contribuito a costruire la sua fama di città romantica ed elegante.

Eppure, accanto a questa Verona più conosciuta e fotografata, ne esiste un’altra, più silenziosa e meno raccontata. È la Verona del Novecento, della ricostruzione, dell’espansione urbana, dell’architettura moderna e di quegli edifici che, con linee più severe e materiali meno decorativi, hanno accompagnato la trasformazione della città nel corso del secolo scorso.

Parlare di una vera e propria “Verona brutalista” sarebbe forse eccessivo, almeno se si intende il brutalismo nella sua forma più pura e monumentale, fatta di grandi masse in cemento grezzo e complessi urbani dal forte impatto visivo. Tuttavia, la città conserva diversi esempi di architettura moderna, postbellica e brutalist-inspired che meritano attenzione, soprattutto da parte di chi ama scoprire itinerari meno convenzionali, fotografare paesaggi urbani insoliti e osservare Verona al di fuori dei percorsi turistici più battuti.

Tra stazione e centro: la Verona del Novecento

Uno dei punti più interessanti da cui partire è Corso Porta Nuova, asse elegante e strategico che collega la zona della stazione al centro storico. Qui la Verona monumentale incontra quella più moderna, in un dialogo continuo tra passato e contemporaneità.

Tra gli edifici da osservare c’è la Camera di Commercio di Verona, progettata da Libero Cecchini, architetto veronese tra i protagonisti della ricostruzione e della trasformazione urbana del secondo Novecento.

L’edificio colpisce per il suo aspetto compatto e istituzionale, per l’uso di materiali locali e per il rapporto con Porta Nuova e il centro storico. Non è brutalismo puro, ma rappresenta bene quella stagione architettonica in cui Verona cercava un equilibrio tra memoria, funzione e modernità.

È una tappa interessante proprio perché si trova in una zona di passaggio: molti visitatori la attraversano senza fermarsi, ma guardandola con attenzione si nota un volto diverso della città, più urbano e meno turistico.

Cemento armato e ponti sull’Adige

Un altro modo per scoprire questa Verona alternativa è osservare i ponti moderni sull’Adige. Il fiume ha sempre avuto un ruolo centrale nella storia della città, ma nel Novecento è diventato anche il punto attorno a cui si sono sviluppate nuove infrastrutture, nuovi collegamenti e opere in cemento armato.

Molti dei ponti che oggi attraversano l’Adige – come Ponte della Vittoria, Ponte Risorgimento o Ponte Garibaldi – nascono proprio in questo periodo, spesso in seguito alle distruzioni della Seconda guerra mondiale e alla necessità di ricostruire rapidamente collegamenti urbani essenziali . Il cemento armato diventa così il materiale simbolo di una nuova fase: più funzionale, razionale e legata alla mobilità moderna.

I ponti raccontano quindi una Verona diversa: non solo romantica e monumentale, ma anche tecnica, urbana e funzionale. Sono luoghi perfetti per chi ama fotografare geometrie, prospettive, materiali e contrasti tra antico e moderno.

Camminando lungo l’Adige si possono cogliere scorci molto particolari: da una parte le architetture storiche, dall’altra elementi più moderni, essenziali e strutturali. È proprio questo contrasto – visibile anche nella varietà delle forme e delle soluzioni ingegneristiche dei ponti – a rendere l’itinerario interessante.

Per approfondire e seguire l’itinerario completo lungo il fiume, puoi scaricare la brochure dedicata ai ponti di Verona:
👉 Scarica la brochure “I ponti di Verona”

Un itinerario insolito

Questo percorso è ideale per chi vuole scoprire un lato meno turistico ma non per questo meno “vero” della città. Si può partire da Corso Porta Nuova, asse elegante e strategico che collega la stazione al centro storico: qui vale la pena rallentare e osservare gli edifici del Novecento, a partire dalla Camera di Commercio.

Da qui si prosegue verso Piazza Bra, lasciandosi alle spalle le architetture più recenti per entrare gradualmente nella Verona storica. Attraversando il centro – magari passando per Via Mazzini o dirigendosi verso Piazza delle Erbe – si percepisce chiaramente il passaggio tra epoche diverse, tra spazi monumentali e tessuto urbano più quotidiano.

Il percorso continua poi verso l’Adige: si può scendere in direzione di Ponte della Vittoria oppure allungarsi fino a Ponte Garibaldi, due esempi significativi di architettura del Novecento. Camminando lungo le rive del fiume, tra lungadige e scorci panoramici, si apre una prospettiva diversa sulla città, fatta di linee essenziali, infrastrutture e paesaggio urbano.

È un itinerario breve, adatto a una mezza giornata, ma ricco di spunti: perfetto per appassionati di architettura, fotografia urbana o semplicemente per chi cerca qualcosa di diverso dalla solita visita.

Non serve essere esperti di architettura per apprezzarlo: basta lasciarsi guidare dai dettagli, dai materiali, dalle linee degli edifici e dal modo in cui il moderno si inserisce dentro una città antichissima.

Villa Girasole: la vera chicca della città

Se ci si vuole invece spingere un po’ fuori dal centro città e quindi in provincia, tra le colline di Marcellise, si erge un’opera unica nel panorama architettonico mondiale: Villa Girasole. Costruita tra il 1929 e il 1935, questa avveniristica abitazione è celebre per una particolarità che la rende ancora oggi un caso di studio internazionale: ruota su sé stessa seguendo il sole.

Il progetto fu ideato dall’ingegnere e inventore Angelo Invernizzi, grande appassionato di tecnologia e innovazione. Con il supporto dell’architetto Ettore Fagiuoli e di altri collaboratori, Invernizzi volle realizzare una casa capace di muoversi come un girasole, per garantire il massimo dell’esposizione solare durante il giorno. Da qui il nome “Villa Girasole”.

La struttura si compone di una base fissa a forma di torre e di un blocco abitativo a forma di L che poggia su un anello circolare. Il sistema meccanico, azionato da motori elettrici, consente alla villa di compiere una rotazione completa di 360 gradi in 9 ore, permettendo a ogni stanza di ricevere la luce del sole in diversi momenti della giornata. Un’idea oggi vicina alla bioarchitettura, ma all’epoca assolutamente rivoluzionaria.

Dal punto di vista architettonico, Villa Girasole è una sintesi di stili: influenze futuriste, razionalismo, art déco e suggestioni ingegneristiche si fondono in un design originale e sorprendente. Gli interni, anch’essi ricchi di dettagli innovativi per l’epoca, mostrano un’attenzione meticolosa alla funzionalità e al comfort.

La villa si trova a circa 12 km dal DB Hotel Verona Airport Congress & Spa, raggiungibile in 20–25 minuti in auto attraversando la zona est della città e salendo verso le colline di Marcellise.

Per informazioni aggiornate su visite e aperture, è possibile consultare il sito ufficiale:
👉 https://www.villagirasole.it

Verona, una città da guardare con occhi nuovi

La bellezza di Verona non sta solo nei suoi monumenti più celebri. Sta anche nei contrasti: pietra antica e cemento, palazzi storici e architetture moderne, scorci romantici e geometrie urbane.

Scoprire questa Verona meno conosciuta significa leggere la città in modo più completo, andando oltre l’immagine tradizionale di Romeo e Giulietta.

Per chi soggiorna al DB Hotel Verona Airport Congress & Spa, questo itinerario può essere un’idea originale per vivere la città con uno sguardo diverso, tra centro storico, architettura moderna e luoghi insoliti.

👉 Scopri di più e pianifica il tuo soggiorno con le nostre migliori offerte:
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